Normativa Buoni Pasto - BUONI PASTO - Quanto risparmiano PRECISAMENTE le azienda adottandoli? Quali sono i vantaggi REALI? Le normative? Scoprilo ora.

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Le normative che regolamentano i Buoni Pasto

Di seguito tutte le normative in sistesi che regolano il complesso mondo fiscale dei buoni pasti, adottarli e gestirli per le aziende è molto semplice però per chi vuole comprendere tutti gli aspetti normativi del settore qui trova tutte le informazioni.

IVA - Imposta sul valore aggiunto.

Sui buoni pasto si può detrarre completamente l'iva, questa cambia a seconda che chi l'acquista sia un'azienda, in quel caso l'iva è al 4%; oppure se è un libero professionista che è al 10%. Ovviamente per tutti e due i soggetti giuridici l'iva è detraibile al 100% come indicato dalla L. n.133/2008, che modifica l'art.19 bis 1 del DPR n.633/72 a decorrere dal 1° settembre 2008.

IRPEF - Imposte sul reddito delle persone fisiche.

Secondo l'Art. 51. comma 2 del T.U.I.R. i buoni pasto sono completamente esenti da oneri fiscali perchè non fanno reddito, da notare che questo è vero solo nel caso in cui vengano dati al dipendente al massimo un valore giornalieri di buoni pasto di 5,29€; se il valore giornaliero eccede da questa cifra allora il surplus rientra nella base imponibile.

IRES - Imposta sul reddito della società.

Anche in questo caso i buoni pasto sono completamente deducibili a differenza delle fatture del ristorante messe in nota spese che sono deducibili solo al 75%.

Oneri previdenziali.

I buoni pasto sono esenti da oneri contributivi come il servizio sostitutivo di mensa è escluso da contributi previdenziali fino all'importo di 5,29€.

 
 
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